A Fratta Terme si gioca a ritmo di musica
Un pomeriggio nel campo intitolato alla memoria di Vasco Spazzoli fondatore della società sportiva
La scelta del tecnico ex Toro segna una vera e propria svolta in casa Sammaurese

Quella di Antonino Asta è qualcosa di più della scelta di un allenatore. Rappresenta una vera e propria svolta in casa Sammaurese con la gestione diretta della Bp Global, unica proprietaria della società. Una scelta che archivia definitivamente l’ibrido della scorsa stagione, in una convivenza che aveva vissuto di alti (pochi) e bassi (tanti), tra “storici” dirigenti e nuovi arrivati. E che pur tuttavia aveva visto il raggiungimento del traguardo stagionale della salvezza.
Asta, cuore tutto granata, è un nome fortemente voluto dalla proprietà torinese che in questo modo assume tutte le redini del comando sotto la guida del Direttore generale Giorgio Tonino. La svolta segna anche uno storico passaggio tecnico, come traspare nel comunicato di annuncio, dal momento che il modulo dell’allenatore sarà un 3-5-2, situazione sporadicamente verificatasi a queste latitudini nei dieci campionati in quarta serie. Solo nella stagione 2018/19 sotto la guida di Alessandro Mastronicola si era passati alla linea difensiva a 3 (Maioli, Rosini, Lombardi), in una svolta arrivata dopo la pesante scoppola al Morgagni contro il Cesena (4-0). A parte quel periodo, i vari tecnici succeduti in via Monti (Protti, Martini e Taccola) hanno sempre prediletto un collaudato 4-3-3 che ha fatto le fortune della squadra. Dunque, anche su questo ci sarà curiosità.
Il nome di Asta, comunque, non è nuovo nell’ambiente pascoliano. Già lo scorso anno era girato nel ballottaggio del dopo Taccola insieme a quello di Stefano Protti. Alla fine si era optato per il mister di Santarcangelo che alla fine è riuscito a traguardare la squadra nella salvezza nello spareggio play-out a Corticella. Malgrado l’obiettivo raggiunto le possibilità di riconferma di Protti erano al lumicino per un feeling mai veramente sbocciato tra allenatore e nuova dirigenza. Le dichiarazioni delle due parti a riguardo sono esemplificative della distanza di vedute. Un esempio parla da sé. Al termine dello spareggio Protti sottolinea con orgoglio come la Sammaurese abbia avuto la settima migliore difesa del campionato. Il comunicato che lo liquida sottolinea criticamente come la squadra abbia avuto il quart’ultimo attacco. Insomma il bicchiere è lo stesso solo che una parte lo vede mezzo vuoto, l’altra mezzo pieno.
Sulla libertà della nuova dirigenza di scegliersi un altro tecnico non ci sono discussioni. Tanto più nel caso di un mister di fiducia. Quello che lascia perplessi, però, è il modo con il quale Protti (mai citato nel comunicato) è stato liquidato: nessun ringraziamento per il lavoro svolto malgrado l’obiettivo raggiunto, ma solo critiche sull’operato. “Dopo un campionato che non ha soddisfatto la proprietà per il gioco espresso in campo e, ancor più, per la posizione finale di classifica, si è voluto primariamente intervenire sullo staff tecnico, per consentire alla Sammaurese di fare quel salto di qualità necessario per porla nelle parti alte della classifica di serie D e non più arrivare a fine stagione con il quart’ultimo attacco del girone, con l’assunzione di un Mister di altro profilo”.
Come giustamente è stato fatto notare da più di un tifoso, una questione di poco stile. Tanto da portare un ex dirigente equilibrato come Mario Paganelli a parole forti su facebook: “Pessimo comunicato stampa non nello stile della Sammaurese. Mi auguro per il futuro un cambio di stile. A Stefano Protti vanno fatti comunque i ringraziamenti qualunque cosa possa essere successa all’interno della società”.
Personalmente mi associo a questi ringraziamenti, anche perché è la settima volta che Protti salva la squadra in serie D. Grasso che cola per una piccola realtà come San Mauro Pascoli.