Asta la sconfitta Cole

Siamo sicuri che basti un curriculum da Bocconi del calcio per fare un bravo allenatore?

Il dilemma si ripropone da anni: i giocatori devono adeguarsi al modulo dell’allenatore oppure deve essere il contrario? Se lo chiedeva alcune settimane fa Fabio Benaglia al cospetto di una involuzione (altro che rivoluzione!) sull’avvento di Ashley Cole sulla panchina del Cesena: il cambio di modulo, giocatori su google map a vedere quale zona del campo occupare, riesumazione di alcuni elementi dalla precedente naftalina.

Ci sarebbe poi anche un’altra questione non così secondaria: un ex giocatore dal curriculum importante sarà anche un buon tecnico? Perché ultimamente in Romagna ci si è lasciati prendere un po’ la mano sull’argomento, facendo calare dall’alto personaggi di fama con conoscenza zero del posto dove sono finiti e soprattutto della categoria dove si sarebbero seduti.

Un caso da manuale è quello della scorsa estate in casa Sammaurese. Appena salva, la società torinese annuncia l’arrivo in panca di Antonino Asta, calciatore illustre, emblema di quel tremendismo in casa Toro che fa scuola. Arriva direttamente da Coverciano e viene presentato come un messia del calcio, preso per “fare quel salto di qualità necessario per porla nelle parti alte della classifica di serie D”, si legge nel pomposo comunicato stampa. Che prosegue con il suo curriculum, esaltando la sua carriera di calciatore e l’essere dotato di patentino Uefa pro. Questo a fine maggio 2025.

Poi si arriva alla fine di luglio e il tecnico si presenta dal ritiro della squadra a Igea Marina. Le idee sono in grande: “Quello che mi preme è dare una impronta di gioco chiara e definita: creare una squadra coesa, con una sua impronta in verticale, che non aspetta l’avversario. Penso a un gioco offensivo, convinto che è meglio vincere 4-3 anziché 1-0. Dobbiamo mentalizzare queste idee”.
Urca viene da dire, mai sentite parole simili a San Mauro Pascoli. Poi arriva la domanda: “Scusi mister, ma lei è alla prima esperienza in serie D”. “Lo so, ma conosco la categoria e ho un’idea di gioco”.

Poi arriva il campionato. Visti gli annunci, quest’anno ci sarà da divertirsi, veniva da pensare. Solo che non è andata così. Sette le partite con il tecnico: 4 punti i punti conquistati (media 0,57 a gara). Gol fatti: 5; subiti: 14. Classifica al penultimo posto. Poi le dimissioni.

Ashley Cole è stato sulla panchina del Cesena una partita in più (8). La sua media punti è stata 0.75 a gara. Proiettata sull’intero campionato farebbero 28,5 punti. Retrocessione per direttissima.

Asta, in uno dei primi allenamenti al Macrelli aveva chiesto dove fossero le telecamere. Il custode lo aveva guardato allibito pensando di avere capito male. E invece la domanda era proprio quella. Possibile che nessuno gli avesse spiegato in quale realtà di periferia fosse finito? L’equivoco probabilmente stava già tutto lì.
Come la domanda che continua girarci in testa: siamo sicuri che basti un curriculum da Bocconi del calcio per fare un bravo allenatore?

Filippo Fabbri

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