A Fratta Terme si gioca a ritmo di musica
Un pomeriggio nel campo intitolato alla memoria di Vasco Spazzoli fondatore della società sportiva
Storia di un amore mai sbocciato tra la Sammaurese e il gruppo imprenditoriale torinese

E così l’avventura della Bp Global dopo appena 17 mesi è già terminata. Partita con proclami a dir poco mirabolanti il progetto, se mai c’è stato, è evaporato in un anno e mezzo. All’arrivo del gruppo torinese si era parlato di “conquista della serie C in un biennio”, ridimensionando poi le aspettative a un campionato di vertice. Tirando le fila le cose non sono andate affatto così. Sia sul piano sportivo con il peggiore risultato negli ultimi 11 anni in D, sia su quello gestionale con l’abbandono della Sammaurese a sé stessa con probabile emulazione di quanto avvenuto al Rimini. Se il fallimento è stato evitato è solo per l’ingresso di Stefano Guerra che ha deciso di farsi carico della società e riportarla in mano ai sammaurese. Ma ripercorriamo le tappe.
Tutto era iniziato nell’agosto del 2024 quando la Bp Global aveva deciso di acquistare la quota di maggioranza (60%) della Sammaurese, dal 2009 detenuta dal nucleo storico capitanato da Cristiano Protti. Era la prima volta che la squadra del paese di Giovanni Pascoli finiva nelle mani di non sammauresi. L’ingresso del gruppo torinese era stato accompagnato da parole in grande, con vocaboli che mai avevano riecheggiato da queste parti. Il progetto lo aveva illustrato Pierluigi Marengo l’avvocato che aveva condotto le trattative di acquisto. Nella prima intervista ufficiale nel settembre dello scorso anno aveva detto: “l’obiettivo è arrivare alla serie C nel prossimo biennio perché il nostro è un progetto molto ambizioso”. L’acquisizione nei mesi successivi anche della restante parte societaria insieme a un mercato riparatorio per mantenere la categoria lasciavano pensare a una precisa volontà in quella direzione. In realtà alcune crepe avevano già iniziato a manifestarsi negli attriti con i giocatori sui pagamenti insieme al ritardo con alcuni fornitori.
L’avvio di questo campionato, tuttavia, presagiva al prosieguo dell’ambizioso progetto attestato dall’acquisto di giocatori altisonanti insieme alla volontà di un campionato di vertice sotto la guida di un tecnico, Antonino Asta, presentato come il messia del nuovo calcio (“preso per fare quel salto di qualità necessario per porla nelle parti alte della classifica di serie D e non più arrivare a fine stagione con il quart’ultimo attacco del girone”, così nella presentazione).
La realtà è stata decisamente diversa presentando il conto del peggiore campionato negli 11 anni in quarta serie, le dimissioni del tecnico dopo poche giornate e il disimpegno del gruppo torinese dalla squadra lasciata con un cumulo di macerie (stipendi arretrati, cessione dei giocatori, fornitori da pagare).
Adesso si riparte dall’imprenditore sammarinese Stefano Guerra, dalla sua volontà di mettere insieme una cordata di imprenditori locali per salvare e ridare slancio alla Sammaurese. Ma di questo ne parleremo in un prossimo post.