A Fratta Terme si gioca a ritmo di musica
Un pomeriggio nel campo intitolato alla memoria di Vasco Spazzoli fondatore della società sportiva
Una domenica nel campionato di Promozione nello stadio un tempo famoso

“Noi saremo protagonisti di un progetto di cui sentiremo parlare per tanti anni”. Parola di Ciccio Graziani nella presentazione di Campioni l’esperimento calcistico che aveva come capitale Cervia. Oggi la cittadina ha ben altro per la testa, tra un sindaco dimissionario e un evento sportivo dal fisico bestiale come Iron man. Di quel reality sportivo lontano 20 anni fa non è rimasto nulla se non il vice di Ciccio, Giancarlo Magrini, spesso in tribuna allo Stadio dei Pini nella sua cittadina. Come nel match dello United Cervia contro il Gambettola nel campionato di Promozione, dove mi saluta chiedendomi come vanno le cose a Bellaria. “Mister, io seguo la Sammaurese!”. “Ti ho confuso con un altro. Comunque dai sono vicine…”.
E così camuffato da “dirigente” del Bellaria mi siedo in una tribuna dalle poltroncine blu divisa a metà da una corda per separare i tifosi delle due parti. Dello stuolo di telecamere d’un tempo ne rimangono solo due, una di un’emittente locale l’altra probabilmente di una squadra. Di regia mobile, diretta tv, primi piani, selva di microfoni e quant’altro neanche l’ombra. E francamente nessuno ne ha nostalgia.
In tutto saremo poco più di 150 e se le due parti volessero attaccare briga non c’è cordicella che tenga; ma a parte qualche insulto di prammatica da campo sportivo, per lo più rivolto verso l’arbitro (per la cronaca, bravo il ragazzino), tutto si svolge in tranquillità. Tra i presenti c’è Fabrizio Lucchi, talento sprecato del Cesena dai piedi d’oro, insieme ai dirigenti del Gambettola, suo paese da sempre.
In campo invece spiccano due attaccanti incuranti dell’anagrafe: Daniele Melandri (37), quello che strozzò l’urlo di gioia della Sammaurese al Tardini; Christian Longobardi (43) che pare tarantolato tanto è in moto perpetuo. I due saranno tra i migliori in campo e vien da chiedersi quale Ovomaltina abbiamo mangiato da piccoli.
Poi c’è anche il numero nove brizzolato del Cervia. Mi sembrava di averlo già visto, ma no dai, non può essere lui, si tratterà di una somiglianza. Era sempre in difesa, impossibile trovarlo ora al centro dell’attacco. E invece sì, è proprio lui, Mirko Drudi, età 39 anni, raro percorso di giocatore dal tragitto inverso: in genere si parte attaccanti e si finisce dietro, lui fa il contrario e gli riesce pure bene.
La partita inizia con 5 minuti di ritardo e a farla è il Cervia che ha chiare ambizioni di alta classifica. Il gol del vantaggio dei gialloblu è davvero bello, lo fa Valdinoci a metà tempo, e finalizza una pregevole azione partorita da Melandri che tiene in campo una palla da tutti data per persa. Il secondo arriva nella ripesa su mischia in area di rigore e lo fa Rizzo un mancino vecchia maniera che non si vergogna di puntare l’avversario (altra rarità). Il suo gol mette una pietra tombale alla partita con l’addetto ai cambi che si lascia prendere dall’entusiasmo, entra in campo, abbraccia una selva di giocatori che si ritrovano sopra la testa la lavagna delle sostituzioni per numeri in libertà come a tombola. In pieno recupero il 3-0 finale su rigore da Masciullo.
Si finisce tra manate di cinque, abbracci e sorrisi per giocatori e pubblico di Cervia. È anche l’atto finale che sancisce la fine del gioco di tre bambini che incuranti della partita se ne sono stati tutti i 90 minuti a rincorrere un pallone nell’antistadio dietro una porta. Come diceva già Borges? Ah, ecco: “Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada, lì ricomincia la storia del calcio”. Lui non lo sapeva ma si riferiva anche a Cervia. Altro che Campioni…