Dall’alto dell’Anpi alla vergogna della Pistoiese

Prima puntata di questa rubrica. Esce ogni tanto, si parla di calcio sì, ma anche di tante altre strane traiettorie e pallonate…

Dopo tanto tempo finalmente non mi sono sentito un boomer. In realtà, “finalmente”, non è proprio la parola giusta. Perché l’argomento era terribilmente serio e attuale: un incontro dell’Anpi di Cesenatico dal titolo “Le mani sulla Costituzione”. Noi cresciuti negli anni di “Mani pulite”, siamo passati alle “mani libere” di Jovanotti, per finire a quelle in agguato sulla Carta principe. Comunque, il tema era importante, la sala piena, solo che ero tra i più giovani. Persino nel dibattito una persona ha sottolineato il dettaglio dell’anagrafe. Se fossimo andati in uno stadio avremmo visto un puzzle di generazioni, la carta costituzionale ha richiamato solo capelli bianchi. Altro dettaglio, mentre parlavano nessuno in sala pigiava il cellulare e alcuni addirittura prendevano appunti con carta e penna. Quindi voto 8 all’Anpi di Cesenatico.

Che sale a 9 perché Mino Savadori, nell’introdurre la serata, ha citato Giuseppe Dossetti, il costituente che si era ritirato a vita monacale, tornato di prepotenza nel 1994 davanti ai primi vagiti di modifica della Carta. Chissà cosa avrebbe detto oggi, davanti all’attuale riforma. Il dossettismo, per la cronaca, è stato la mia tesi di laurea e quindi chapeau a un personaggio di un rigore morale pazzesco.

Un rigore da cartellino rosso, che non è stato invece esibito nei dilettanti sul caso Pistoiese. Vabbè, dall’alto della Costituzione passare al basso della serie D, pare un sortilegio. Lo so è azzardato, ma questa cosa proprio non la digerisco. Falsare così palesemente un campionato a poche giornate dal termine è un insulto al calcio. Per informazioni chiedere al Ravenna che si gioca la stagione per quei 2 punti tolti (gli stessi 2 che lo distanziano dalla capolista Carpi) e il Forlì che salta i playoff per i 6 in meno. Dunque, voto 2 alla Pistoiese, la cui unica attenuante all’1 è perché ha giocato un sammaurese. Quindi un minimo di riconoscimento a chi ha storia ci sta.

Come l’ideatore de “La storia siamo noi”, Giovanni Minoli, a cui “7” dedica copertina e servizio. Definirlo un fuoriclasse mi pare poco. È alla soglia degli 80 anni, e “appartiene a quel genere di anziani che compensano l’età con la visione, e si tengono giovani immaginando come sarà il futuro”, scrive Antonio Polito. Se avesse giocato a pallone negli anni ’80 avrebbe fatto la differenza, e si parla del campionato più bello del mondo in quegli anni. A Minoli non può che andare un 9 pieno, anche se più che centravanti l’avrei visto come metronomo delle idee.

Idee e cuore che sono tornati di prepotenza in casa Sammaurese (voto 8.5) capace nel momento cruciale di sfoderare la migliore partita in trasferta della stagione. Squadra sempre più pazza, lontano dal Macrelli non vinceva da quattro mesi. La gara era dentro/fuori contro la diretta concorrente Progresso, ne è venuto fuori un pirotecnico 2-3 dove è successo davvero di tutto. Di solito dopo partite come queste si trova sempre una scusante e invece il diesse dei bolognesi, Simone Matta, sulla pagina facebook della squadra scrive: “con la Sammaurese abbiamo meritatamente perso una sfida fondamentale per salvarci direttamente, onore all’avversario”. Una lezione di stile da 9 in pagella con gli auguri di salvezza diretta per la squadra. (1)

Filippo Fabbri

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