Massa Lombarda, ma che sorpresa
Pubblicato sul Corriere Romagna 15 ottobre 2026
Storie, aneddoti e sfottò di una sfida che affonda le radici nella storia dei campanili

Dopo sei anni, Sammaurese e Savignanese domenica prossima tornano a incontrarsi al Macrelli. È uno degli storici derby della Romagna, tra i più sentiti, anche se il campanilismo d’un tempo si è notevolmente affievolito. Sono lontani gli anni quando i tifosi della Sammaurese (campionato 1980-81) fecero un corteo fino a Savignano portando dentro un furgone una cassa da morto con l’intento di celebrare i funerali degli “odiati” vicini. E i savignanesi per contro, saputo dell’intento, piazzarono una campana che poi suonarono a morto al termine della partita vinta per 4 reti a 1. Il comico fu l’anno successivo quando la Sammaurese sbancò l’allora campo di Valle Ferrovia con tanto di cori sfottò “suona le campane”, in ricordo dei rintocchi dell’anno precedente.
Parliamo di 45 anni fa, eppure quel sapore di derby non si è affievolito del tutto. Ne è prova la Sammaurese che va al Tardini a giocare contro il Parma seguita da un pullman di tifosi. La partita è in diretta tv ed ecco due sammauresi srotolare uno striscione in favore di telecamera: “Savignanesi noi su Sky voi su Telerubicone”. Poi finisce che anche la Savignanese conquista la serie D e si riapre il confronto a suon di sfottò. Siamo nel dicembre del 2018, i gialloblù giocano a Martorano e vince la Sammaurese di misura (0-1). Segna il difensore Davide Maioli che si ritrova tra le mani, lanciata dai tifosi, la maglietta “Non vincete neanche con Holly e Benji” (nella foto). Un gruppetto giallorosso non pago si spinge a Savignano, dove scorre il fiume Rubicone, e avvolge la statua di Giulio Cesare con la sciarpa della Sammaurese. Questo nella gara d’andata, che i savignanesi non dimenticano nel ritorno. Quando sbancano il Macrelli (1-2) e ricambiano la canzonata avvolgendo di gialloblù la pascoliana statua della Cavalla storna, in una rotonda a pochi passi dallo stadio.
Passa un anno e le due squadre si affrontano di nuovo solo che a tenere banco sarà ben altro. Nel match di andata si impone ancora la Savignanese con un netto 0-2, il ritorno finisce con un laconico 1-1. Mancano ancora nove partite ma la stagione termina qui perché poco dopo si entra in lockdown causa Covid. Finisce con la Savignanese ultima che retrocede e la Sammaurese quint’ultima, anch’essa retrocessa per uno spiffero di media (0,0016). Talmente assurdo che sarà subito ripescata.
Meglio tornare ai sorrisi come la vicenda nell’immediato dopoguerra di due giocatori gialloblù, Alberto Baravelli e Giuseppe Boschetti, destinati alla Sammaurese in serie C. Il racconto di Baravelli: “Mentre andavamo all’allenamento in bicicletta ricordando i derby allora accesissimi che avevamo disputato contro di loro e immaginando cosa avrebbero detto i nostri amici e sostenitori savignanesi, per i quali eravamo quasi una bandiera, all’altezza del cimitero invertimmo la marcia e decidemmo di rimanere a Savignano rinunciando alla carriera”. Situazione opposta per Walter Nicoletti, portiere della Sammaurese, richiesto dai vicini per fare l’allenatore-giocatore: si vide il trasferimento negato per “l’acceso campanilismo tra le due società”, parole sue.
Il derby tra Sammaurese e Savignanese, in fondo, sta tutto qui, in queste storie. E domenica prossima se ne scriverà un altro capitolo.