Dopo 6 anni ritorna il derby del Rubicone

Storie, aneddoti e sfottò di una sfida che affonda le radici nella storia dei campanili

Dopo sei anni, Sammaurese e Savignanese domenica prossima tornano a incontrarsi al Macrelli. È uno degli storici derby della Romagna, tra i più sentiti, anche se il campanilismo d’un tempo si è notevolmente affievolito. Sono lontani gli anni quando i tifosi della Sammaurese (campionato 1980-81) fecero un corteo fino a Savignano portando dentro un furgone una cassa da morto con l’intento di celebrare i funerali degli “odiati” vicini. E i savignanesi per contro, saputo dell’intento, piazzarono una campana che poi suonarono a morto al termine della partita vinta per 4 reti a 1. Il comico fu l’anno successivo quando la Sammaurese sbancò l’allora campo di Valle Ferrovia con tanto di cori sfottò “suona le campane”, in ricordo dei rintocchi dell’anno precedente.

Striscione a Parma

Parliamo di 45 anni fa, eppure quel sapore di derby non si è affievolito del tutto. Ne è prova la Sammaurese che va al Tardini a giocare contro il Parma seguita da un pullman di tifosi. La partita è in diretta tv ed ecco due sammauresi srotolare uno striscione in favore di telecamera: “Savignanesi noi su Sky voi su Telerubicone”. Poi finisce che anche la Savignanese conquista la serie D e si riapre il confronto a suon di sfottò. Siamo nel dicembre del 2018, i gialloblù giocano a Martorano e vince la Sammaurese di misura (0-1). Segna il difensore Davide Maioli che si ritrova tra le mani, lanciata dai tifosi, la maglietta “Non vincete neanche con Holly e Benji” (nella foto). Un gruppetto giallorosso non pago si spinge a Savignano, dove scorre il fiume Rubicone, e avvolge la statua di Giulio Cesare con la sciarpa della Sammaurese. Questo nella gara d’andata, che i savignanesi non dimenticano nel ritorno. Quando sbancano il Macrelli (1-2) e ricambiano la canzonata avvolgendo di gialloblù la pascoliana statua della Cavalla storna, in una rotonda a pochi passi dallo stadio.

Passa un anno e le due squadre si affrontano di nuovo solo che a tenere banco sarà ben altro. Nel match di andata si impone ancora la Savignanese con un netto 0-2, il ritorno finisce con un laconico 1-1. Mancano ancora nove partite ma la stagione termina qui perché poco dopo si entra in lockdown causa Covid. Finisce con la Savignanese ultima che retrocede e la Sammaurese quint’ultima, anch’essa retrocessa per uno spiffero di media (0,0016). Talmente assurdo che sarà subito ripescata.

Il no di Baravelli e Boschetti

Meglio tornare ai sorrisi come la vicenda nell’immediato dopoguerra di due giocatori gialloblù, Alberto Baravelli e Giuseppe Boschetti, destinati alla Sammaurese in serie C. Il racconto di Baravelli: “Mentre andavamo all’allenamento in bicicletta ricordando i derby allora accesissimi che avevamo disputato contro di loro e immaginando cosa avrebbero detto i nostri amici e sostenitori savignanesi, per i quali eravamo quasi una bandiera, all’altezza del cimitero invertimmo la marcia e decidemmo di rimanere a Savignano rinunciando alla carriera”. Situazione opposta per Walter Nicoletti, portiere della Sammaurese, richiesto dai vicini per fare l’allenatore-giocatore: si vide il trasferimento negato per “l’acceso campanilismo tra le due società”, parole sue.

Il derby tra Sammaurese e Savignanese, in fondo, sta tutto qui, in queste storie. E domenica prossima se ne scriverà un altro capitolo.

Filippo Fabbri

Scrivere, scrivere, scrivere. Per lavoro e per passione: sport, wine, food, libri e tanto, tanto altro
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