Il gigante e la madonnina, Luca Crovi

Un giallo che attraversa lo sport

Non è un libro sul calcio. E senza dubbio è un giallo sui generis. Perché pathos e ritmo dell’indagine lasciano posto all’affresco di una Milano anni ’30 che in alcuni momenti del racconto pare più un “paesone” anziché una città. Il dialetto scorre ancora a fiumi, le ricette della tradizione non hanno ancora lasciato il passo al fusion culinario di qualche decennio dopo, mentre gli androni dei palazzi sono presidiati da portieri e buoni odori che si spandono sull’intero edificio. È in questa Milano che ambienta il suo romanzo uno dei maestri del giallo, Luca Crovi, ne “Il gigante e la madonnina” (Rizzoli editore, 2022, pp. 180, euro 16). Crovi è maestro non in quando romanziere, dove deve dimostrare ancora il suo valore, ma per la conoscenza del genere, raccontato in svariati libri tra cui una bella “Storia del giallo italiano”.

Quello che è interessante in Crovi è il continuo attingere allo sport nelle sue storie. Ancora una volta scomoda il campione Peppin Meazza, in una partita nello stadio di via Goldoni dove l’Ambrosiana incontra il Genoa. È il 15 giugno del 1930 una data che rimarrà nella storia del calcio per il crollo di una parte della tribuna in legno per l’eccessivo sovraffollamento di pubblico. Poteva essere una strage, che si traduce per fortuna in tanti feriti e molteplici casi giudiziari di rivalsa contro la società nerazzurra. Sul fatto si trova a indagare il commissario Carlo De Vincenzi, il “poeta di San Fedele”, per un possibile atto di sabotaggio che non viene riscontrato.

Carlo De Vincenzi, per la cronaca non è un personaggio letterario qualsiasi. È uno dei primi commissari di polizia in Italia, nato dalla brillante penna di Augusto De Angelis, tra i pionieri nel masticare un genere in anni non semplici come quelli del fascismo dove il giallo era inviso. Crovi ha il merito di riesumare il commissario, facendolo atterrare in alcuni romanzi come “Il gigante e la madonnina”, che vede protagonista il boxeur Primo Carnera (il gigante, appunto), coinvolto su un possibile giro di partite truccate.

È la conferma dell’interesse di Crovi per lo sport, una passione che da sempre attraversa la sua produzione letteraria.

 

Voto 7.5/10

Filippo Fabbri

Scrivere, scrivere, scrivere. Per lavoro e per passione: sport, wine, food, libri e tanto, tanto altro
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