A Fratta Terme si gioca a ritmo di musica
Un pomeriggio nel campo intitolato alla memoria di Vasco Spazzoli fondatore della società sportiva
Recensione del libro di Nicola Muscas ambientato in una Cagliari nell’Isola bellissima

Chi è cresciuto nei mitici anni ’80 – credetemi, sono stati mitici checché ne dicano i “bombaroli” del decennio precedente – hanno sempre associato la ‘Isla bonita’ a una celebre canzone di Madonna, agli albori dell’icona pop. L’idea di collegarla a una storia di calcio era ancora in là dal concepimento anche se i primi “germi” prendevano forma proprio in quegli anni grazie a uno scrittore la cui carta di identità recita 1983 nell’anno di nascita. Nicola Muscas è arrivato al mondo quattro anni prima di quella famosa hit e siccome il suo legame è un tutt’uno con la sua terra di origine, ecco il partorire di un romanzo (‘Isla bonita’ 66thand2nd editore, 2021) che a San Pedro (“Last night I dreamt of San Pedro”) preferisce una Cagliari nell’Isola bellissima, con la sua Malecòn, i barretti dei perdigiorno, il freddo vento dei mesi invernali.
È una città che vive nella gloria del suo unico scudetto nel lontano 1969/70 e che ancora non ha trovato chi possa raccogliere l’eredità di quel mito, Gigi Riva, che ha sacrificato soldi e titoli nazionali per abbracciare tout court la provincia isolana. È in questo contesto che sbarca un irregolare del calcio di nome Santiago Ramiro Rodriguez, per tutti il Gordo. È un uruguagio che ha passato i 30 anni e che ha sprecato il suo talento in tutti i vizi immaginabili, attraversato da una filosofia del fùtbol inteso come “fugace momento di perfezione condiviso”.
È arrivato a Cagliari come specchietto per la tifoseria e invece seguendo la più imprevedibile delle traiettorie del pallone si rivelerà il fantasista estroso capace di riportare la squadra alle vette dei tempi d’oro (“Rodriguez è un rosso moderno che sa di mare e di vento”, scrive Gianni Mura dopo un clamoroso blitz a San Siro). Nulla di geometrico tant’è che più di una curva accompagna le pagine del libro, che mette in campo una ricca galleria di personaggi che accompagnano storia: il diesse navigato Firicano, l’addetto stampa Aresu, la giornalista Laura, l’allenatore sergente Tagliaferro, il massaggiatore Morelli che diviene anche guardia del corpo e investigatore privato.
È un romanzo corale quello di Muscas fatto sì di tante storie che si intrecciano ma fondamentalmente tenute insieme da due personaggi che escono completamente dagli schemi: il calciatore di cui si è detto ma anche il direttore sportivo, personaggio senza scrupoli di sorta che finisce per abbracciare la causa umana del giocatore a dispetto di un portafoglio decisamente gonfio di banconote per la società. Ed è proprio la speciale comunanza tra i due irregolari a fare di ‘Isla bonita’ un gran bel romanzo che vale la pena di essere letto.
Voto: 8.5/10