“Nuova” Sammaurese, il cambiamento è d’epoca

Cosa cambia con l’ingresso di BP Global

E così la Sammaurese, che quest’anno compie 89 anni e va verso i 90, cambia padroni. I nuovi soci si chiamano “BP Global”, sono un gruppo multinazionale con business nell’energia, a guidarli è Giuseppe Pozzo in qualità di amministratore delegato. Hanno acquisito il pacchetto di maggioranza dal “vecchio” gruppo (probabile il 60%), che rimane però ancora alla guida con Lorenzo Campinoti alla presidenza e Nicola Pozzi alla vicepresidenza. Il comunicato che annuncia le novità dice infatti che il timone tecnico e societario per ora non cambia.

Cambio d’epoca

Inutile negare che si tratta di un mutamento epocale. Sino ad oggi la Sammaurese è sempre stata in mani sammauresi. Per decenni a condurla è stato Tonino Raggini, che nel 2009 ha ceduto il comando a una nuova generazione guidata da Cristiano Protti, Lorenzo Campinoti, Nicola Pozzi, Mario Paganelli e altri. Quel gruppo raccolse una squadra malmessa, in Prima categoria, per portarla in soli quindici anni all’attuale decade in quarta serie. Ecco perché quanto avvenuto lunedì scorso dal notaio Maltoni a Cesena è qualcosa di più di un passaggio di consegne. È un mutamento storico perché la società per la prima volta passa in mani “straniere”.

Basta leggere il comunicato stampa di annuncio del passaggio per capire che si tratta di persone da ambienti lontani dalla Romagna. A condurre le trattative per conto di BP Global è stato l’avvocato Pier Luigi Marengo, personaggio avvezzo al mondo del calcio con un passato nel Torino. L’avvocato ha anche spiegato chi fa parte del gruppo: “Ci sono diversi personaggi come Serafino Iacono e Federico Restrepo che presiedono svariate multinazionali quotate sulle Borse di Toronto, musicisti dello star system come Andrea Griminelli e avvocati di affari che staccano parcelle milionarie. Lo stesso Pozzo ha una traiettoria imprenditoriale impressionante, che lo ha visto guidare società in tre continenti. Federico Restrepo, a cui spetta la primogenitura dell’idea di acquisire una squadra di calcio e farla crescere, ha quote di proprietà in diverse squadre professionistiche in Colombia”.

Sul perché questo gruppo abbia investito nella Sammaurese, è Pozzo a spiegare: “la volontà di acquisire una società dilettantistica di calcio per farla crescere e iniziare a fare conoscere il nostro Gruppo a livello italiano”. Nella scelta della squadra pascoliana avrebbe influito anche la vittoria dell’Under 18 nel campionato nazionale.

Cambiano gli obiettivi

Ora, davanti a personaggi siffatti e dalla disponibilità economica importante è evidente come cambino gli obiettivi della Sammaurese nel medio periodo. Nell’immediato probabilmente no, dal momento che la squadra 2024/25 è già fatta ed è stata costruita per il mantenimento della D. Salvezza, sia chiaro, che è sempre stata la stella polare nei nove anni in questa categoria, mantenuta in maniera brillante senza mai passare dai playout.

È probabile però che tra un anno qualcosa cambi e si punti a qualcosa di più ambizioso alla luce di una disponibilità economica maggiore. Il miraggio di un salto tra i professionisti è sempre stato il sogno proibito (mai confessato apertamente) di qualche dirigente giallorosso, che ora potrà trovare una sua rispondenza. Un deciso salto di qualità destinato a cambiare la morfologia della Sammaurese per come l’abbiamo conosciuta in questi anni.

L’interesse per il modello Sammaurese

Ma al di là degli obiettivi di medio-lungo termine, quello che lascia il segno è il generale interesse per il modello Sammaurese in un mondo del calcio dove si vive esclusivamente nell’oggi. Qualche anno fa l’allora patron del Rimini, Giorgio Grassi, in una intervista disse che la strada per fare calcio a Rimini doveva essere il modello Sammaurese. Parole parecchio rumorose dall’alto dello scranno in cui erano state dette. Ma come, il Rimini prende a riferimento una piccola società come San Mauro Pascoli? Ma quando mai!

Grassi, in realtà aveva posto una questione tutt’altro che marginale: il calcio costa e tanto, fare politiche oculate e investire sui giovani sono le sole vie d’uscita per non rimanerne schiacciati. Ed è quanto ha fatto la Sammaurese in questi anni tanto da avere attirato le attenzioni di svariati gruppi per possibili acquisizioni. In fondo la scelta di Cristiano Protti alla guida tecnica del Forlì non rispondeva a questi criteri? Ha fatto bene a San Mauro con poco farà altrettanto bene con i Galletti, si è pensato.

Le salvezze conquistate senza mai patire più di tanto e la ciliegina della vittoria del campionato nazionale Under 18 hanno fatto lievitare il progetto a vette impensabili per una piccola realtà come San Mauro. Che ora si ritrova a scrivere un nuovo capitolo della sua lunga storia. Sarà il tempo a dire se di paradiso, purgatorio o inferno si tratta… Quel che è certo è che di nuovo capitolo si tratta.

Filippo Fabbri

Scrivere, scrivere, scrivere. Per lavoro e per passione: sport, wine, food, libri e tanto, tanto altro
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