A Fratta Terme si gioca a ritmo di musica
Un pomeriggio nel campo intitolato alla memoria di Vasco Spazzoli fondatore della società sportiva
Il bilancio di metà campionato nel Girone D della stagione 2024/25

Il giro di boa porta con sé i bilanci di metà campionato con le relative pagelle dei promossi e dei bocciati. Perché nel calcio di agosto tutti partono con alti proclami ma alla fine è sempre il campo a emettere le sue sentenze. Senza appello.
L’ouverture non può che essere per la capolista Forlì campione d’inverno. In tempi non sospetti avevo detto che la scelta di Miramari in panchina era stato l’acquisto migliore. Non bisognava avere la laurea a Coverciano, bastava semplicemente guardare cosa aveva fatto nelle ultime due stagioni al Corticella. L’andata del Forlì ha confermato le attese: migliore attacco per distacco (38 gol), +26 in differenza reti, +11 punti sul campionato scorso. Voto 9
Diverso il discorso del Ravenna. È vero che è a una sola lunghezza dal Forlì, ma è evidente che il suo percorso è caratterizzato da un pre e un post Antonioli. Sul pre il 4 è netto (media punti 1,4 a gara, 3 sconfitte in 7 partite), sul post con Marchionni lo score è da 9 (media 2,8, imbattuto dal suo arrivo). La media ci dice 6.5, ma è un voto chiaramente al ribasso solo per lo sciagurato inizio di campionato.
Chi invece merita un 8.5 pieno è il Tau Altopascio. Diciamo la verità: tutti pensavamo a un fuoco di paglia e invece le 8 vittorie di fila allo start, il pareggio al Benelli e la vittoria sul Forlì ci dicono che questi fanno sul serio. Il rendimento ultimamente è un po’ in flessione (sconfitte con Progresso e Pistoiese), la forza di questa outsider resta. Bravi.
Un bravo che si estende al Lentigione, il cui giudizio non deve essere inficiato dalle ultime due sconfitte (Ravenna e Sammaurese). Ha bloccato il Forlì al Morgagni, poi 7 vittorie di fila. Sullo scorso anno ha 5 punti in più. Voto 7.5.
Mezzo punto in meno alla Pistoiese (voto 7) ma solo per un avvio di stagione diesel dovuto anche a una squadra costruita strada facendo. Pian piano sta risalendo la china. Dalla sua i successi su Ravenna e Tau Altopascio.
Chi invece non delude le attese è l’Imolese di Gianni D’Amore, squadra solida con una chiara identità di gioco. Dopo Ravenna e Forlì è quella che ha conquistato più punti in trasferta (16). Rispetto allo scorso anno ha 9 punti in più. Il suo obiettivo sono i playoff, traguardo alla portata. Voto 7.5
Arriviamo alle due neopromosse e il giudizio è molto diverso. Il Cittadella, più che per un inspiegabile cambio di allenatore (da Salmi a Gori), meriterebbe uno psicologo di quelli buoni. In trasferta si esalta più che in casa (rispettivamente 13 e 8 punti) e soprattutto ha due attaccati big (Formato e Guidone) che da soli hanno fatto 15 delle 19 reti della squadra. Eppure vive di alti e bassi degni appunto di uno psicanalista. E infatti il voto non può andare oltre un 6 per il po po di giocatori che si ritrova. Diverso il discorso del Sasso Marconi, squadra giovane, dal brillante avvio (addirittura vittoria con merito al Benelli), un finale in flessione con 5 sconfitte di fila. La sufficienza comunque è piena 6.5.
Un voto che si estende anche al Progresso, peggiore attacco del girone (solo 8 gol), ma con reti pesanti nelle vittorie su San Marino, Fiorenzuola e Sammaurese. L’inizio è stato drammatico (4 sconfitte di fila) poi si è ripreso e per poco domenica scorsa non pareggiava a Ravenna, segno di una squadra viva.
Dopo l’Emilia si va in Romagna sponda Riccione e San Marino per un medesimo voto: 5. Il Riccione è lo specchio del masochismo del calcio esemplificato dall’esonero di un bravo allenatore come Beoni quando la squadra girava bene. Se i nuovi arrivati alla guida della società sono questi, tanti saluti dalla Perla Verde.
Ambiente non facile anche in terra Titana, con il comportamento da censura verso l’emittente nazionale Rtv San Marino. Anche in questo caso c’è stato un cambio in panchina ma dettato dai risultati: Cascione ha viaggiato con una media punti a 0,7, migliorata da Biagioni a 1,1. Per la cronaca la Victor San Marino un anno fa guidata da Cassani aveva chiuso l’andata al primo posto con 33 punti.
Bocciatura netta delle due piacentine. Il Piacenza si becca un 3.5 senza tanti fronzoli: squadra partita con ambizioni da sogno si trova nel bel mezzo di un incubo in piena bagarre salvezza. Il Fiorenzuola arriva a 4.5 perché le aspirazioni erano più contenute ma rimane sempre all’ultimo posto.
Infine il voto più difficile, alla Sammaurese, perché alla ragione si somma il cuore. Numeri alla mano non può che essere un 4.5. Dalla settima giornata in poi occupa l’ultimo posto, 2 sole le vittorie su 17 partite sono uno score da retrocessione diretta. Qualcosa però è cambiato: 8 degli attuali 12 punti sono stati conquistati nell’ultimo mese. Il cambio di tecnico (prima volta in 10 anni in D) e un profondo rinnovamento della rosa stanno dando i loro risultati.