Lanzarote, che sorpresa

Racconto di viaggio in un’isola stupenda sospesa nel tempo

Ho sempre associato il nome Canarie a un trio in ordine di spensieratezza: spiaggia-ombrellone-mare. Cioè, dolce far niente in un luogo di fighetti che non possono permettersi le Maldive. Lo so era un pre-giudizio, mai mi ero preso la briga di approfondire il discorso. E così quando la meta della vacanza individuata con Paola è stata Lanzarote, il trio sopraccitato mi è partito in loop. Solo che per andare in un posto ti devi documentare e così quando ho iniziato a leggere la Lonley mi si è aperta una galassia che non avevo immaginato. Perché il mare c’è ed è anche bello, ma c’è anche tanta storia, natura, arte. Vorrei aggiungere anche gastronomia e vino ma non lo faccio perché sono stati gli unici due nei. Ma son dettagli.

I giorni di vacanza sono stati undici, dal 6 al 16 novembre. A Lanzarote in teoria è bassa stagione, in realtà il movimento è tanto. Ad accompagnare il viaggio un meteo da favola: 25 gradi in media mai macchiati dal vento che da quelle parti può fare la differenza. Ora, senza fare la cronistoria dei giorni, scrivo le cose che mi sono piaciute di più e che consiglio vivamente. Partendo da una premessa: noleggiate un’automobile per essere indipendenti. Le distanze sono minime, tuttavia senza un mezzo proprio è dura.

E allora partiamo con la lista:

👉 Fondazione Cesar Manrique. Ogni metro che fai nell’isola ti imbatti nel grande artista che l’ha scelta come luogo di buen retiro. Non per starsene beatamente in ozio ma per dare una impronta storico artistica che proiettasse la tradizione nel futuro. La sede della sua Fondazione è lo specchio di questa concezione: una casa ricavata dalla roccia vulcanica, sprofondata in cinque bolle come in un set di James Bond. Il luogo sprizza di vitalità, voglia di vivere e incontri. Stupenda.

Casa di Cesar Manriques

👉 Isola la Graciosa. È un ambiente sospeso nel tempo. Non ha strade asfaltate, le spiagge sono tutte incontaminate ad eccezione di Playa Francesa purtroppo invasa da motonavi che scaricano frotte di turisti panciuti. La parte sud si gira meglio a piedi, per il resto consiglio il noleggio di una bici che ti porta in mezzo al nulla e in posti come Playa Lambra la più bella di tutte. Ah dimenticavo: trovare alloggio non è semplice, il consiglio è pensione Enriqueta gestita da una signora che è una istituzione nell’isola. Attenzione, parla solo spagnolo e molto stretto.

In bici all'isola Graciosa

In bici all’isola Graciosa

👉 Casa Saramago. La casa del Nobel mi ha fatto venire i brividi. Si trova a Tias, cittadina dell’autoesilio dello scrittore dopo lo smacco della censura dal governo portoghese. La visita non è libera ma guidata da un bravissimo operatore, supportata anche da un’audioguida in italiano. Lo studio dove scriveva (Cecità, la sua prima opera), la cucina dove incontrava i tanti amici, l’immensa biblioteca, il giardino con la sua poltrona affacciata sull’oceano. Pensare che in quel luogo ha vissuto una delle menti più geniali del ‘900, ecco…
https://acasajosesaramago.com/

Lo studio dove ha scritto Cecità

👉 Il nord: Arrieta, Haria, Teguise. Sono paeselli diversi, che metto insieme per il loro silenzio, la loro lentezza, i bar dove la gente si ritrova, i ristoranti con menù di piatti locali, la vita semplice del quotidiano. Capita anche di incontrare personaggi caratteristici come Beto in un bar a Teguise. È un italiano che una decina di anni fa ha deciso di trasferirsi a Lanzarote per quattro ragioni che spiega come una filosofia di vita: no stress, no traffico, clima, sempre infradito.

👉 Timanfaya. Lo so è un luogo turistico ben organizzato. Ma è impossibile non farsi prendere dalla bellezza di quell’eruzione vulcanica che due secoli fa ha cambiato quel lembo di isola. Un pullman che si inerpica per strade strette a filo corsia ti guida in un tour che ti lascia mozzafiato tanto è lunare il paesaggio con quelle distese di roccia lavica sedimentate negli anni. Il luogo offre anche la sciccheria di un ristorante con vista dall’alto, ovviamente per mano di Manrique.

Il paesaggio lunare

Come tutti i luoghi ci sono anche dei posti da non consigliare, come Costa Teguise e Playa Blanca. Sono dei gran bazar del turismo che offrono un prodotto omologato che trovi tanto lì, quanto a Rimini in agosto: negozi di souvenir di qualsiasi tipologia, escursioni del mare, cucina aperta a qualsiasi ora e gusto (asiatica, indiana, cinese, italiana…). Sono proposte impersonali dai grandi numeri replicate 365 giorni all’anno grazie a un clima che lo consente.

Diverso è il discorso del vino. Una visita in cantina è fortemente consigliata, c’è l’imbarazzo della scelta. L’enologia su quest’isola è un inno alla capacità degli agricoltori nel sapere coltivare anche in zone impervie come queste per via di forti cariche di vento, problema acqua, terreni vulcanici. Il paesaggio della Geria e la zona di San Bartolomé vedono distese di campi neri contrassegnati da muretti di sasso sotto i quali affonda la coltivazione della vite. Noi abbiamo visitato la cantina El Grifo che propone anche un interessante museo del vino. C’è la visita in vigna poi la degustazione a scelta. Ho optato per una Malvasia e un Syrah. Sulla prima le riserve sono tante per via di una accentuata acidità (in dieci giorni dopo alcune Malvasia disarmanti alla fine ho dirottato sulla birra), la seconda è stata una vera sorpresa grazie a un ingresso morbido con l’elemento alcolico che trova il suo bilanciamento.

In definitiva non mi resta che consigliare vivamente questa isola soprattutto per chi cerca dei momenti di distacco dalla frenesia del quotidiano e del lavoro.

Per approfondire: https://www.isoladilanzarote.com/

Filippo Fabbri

Scrivere, scrivere, scrivere. Per lavoro e per passione: sport, wine, food, libri e tanto, tanto altro
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