Lo zingaro e lo scarafaggio, Foschini e Mensurati

“Il pallone truccato”: pubblicato su Romagna Gazzette, Settembre 2015

Povero De Coubertain. Poveri ingenui tifosi con passione, sciarpa e trasferta al seguito. Poveri bambini che sognano in grande imitando i campioni. Poveri adulti che sognano di tornare bambini col pallone. Scoprire che tutto quanto hanno visto è stato un inganno, un bluff, una playstation telecomandata da un Grande fratello criminale di orwelliana memoria, è il peggior danno che si possa fare a uno sport.

Ce lo raccontano due giornalisti di razza come Giuliano Foschini e Marco Mensurati nel libro “Lo zingaro e lo scarafaggio” (Mondadori, 2012), pugno nello stomaco che in pochi vorrebbero ricevere. Se si trattasse di fanta-sport sarebbe persino piacevole da leggere. Invece prende spunto dalla inchiesta giudiziaria sul calcioscommesse del 2012, per intenderci quella delle partite truccate da Marco Paoloni, Massimo Erodiani, i bolognesi capitanati da Beppe Signori e via via in un lungo sottobosco di strani personaggi dalla facile proliferazione. Un sistema di malaffare di livello mondiale che si è voluto minimizzare con il classico refrain giustificazionista delle “mele marce in un sistema sano”; e che invece oggi a tre anni di distanza e le inchieste in stato avanzato appare tutto fuorché una parentesi. Quel che è peggio, è vedere come uno sport colpito nelle fondamenta del suo essere – la lealtà – e dalla frequenza dei casi – nel 2006 la penultima inchiesta – non sappia trovare i giusti anticorpi. Anzi, non solo non trova un vaccino, ma anziché mettersi nelle mani di medici affidabili prosegue nel suo percorso di camici bianchi impresentabili a ogni diagnosi. Colpa del labile senso etico che attanaglia la società italiana e di cui il calcio non è certo il paradiso dei migliori, a cui si aggiunge quel senso di impunità che pare essersi insinuato nel pallone in maniera preponderante.

Il calcio è l’affare sporco più pulito del mondo”, dice lo zingaro protagonista nel racconto, ex agente scelto della polizia speciale macedone, un metro e novanta per 120 chilogrammi di tecniche militari. Se un cittadino qualsiasi commette un furto di pochi euro interviene solerte la giustizia nella sanzione, se invece un calciatore trucca una partita con un giro di milioni di euro di scommesse interviene il flebile tribunale sportivo e tutto passa, come un lieve buffetto a un discolo di bambino. Così va il mondo, così va quello che viene chiamato calcio e che in alcuni casi è solo la sua controfigura.

Filippo Fabbri

Scrivere, scrivere, scrivere. Per lavoro e per passione: sport, wine, food, libri e tanto, tanto altro
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