Ultima di campionato, Francesco Abate

Una storia di reti, successi e amore per i libri

Può sembrare paradossale parlare di solitudine quando ci si riferisce a un calciatore nell’olimpo del suo splendore con i riflettori del mondo puntati nella sua direzione. In realtà può essere tutto ad eccezione di una stranezza. Non a caso si è sempre detto che la luce porti con sé un cono d’ombra. E che i bagliori riservino anche lati oscuri che possono trasformarsi in demoni. Il sapore del successo, dunque, è una medaglia a due facce. Resta da capire quale delle due si imponga.

Ce lo ricorda il romanzo del giornalista Francesco Abate, “Ultima di campionato”, pubblicato nel 2004 da Il Maestrale. Un racconto a tinte fosche che vede protagonista l’attaccante Vanni Visco all’apice del successo di campione, fatto di reti, gloria, soldi, autografi, discoteche, donne, condito da un pizzico di impegno sociale a favor di telecamera che non guasta mai. Solo che a Vanni tutto questo non basta. Gli manca qualcosa per essere una persona vera e soprattutto “normale”. Gli mancano i rapporti veri, quelli tra persone che non ti considerano solo calciatore, quelli della vita di tutti i giorni. Gli manca quello spirito ribelle che invece aveva caratterizzato la turbolenta vita del fratello Gigi.

Cosa fare davanti a un siffatto mondo fatto di apparenze e distacco? Crearsi un rifugio dove sentirsi sé stesso. Lo trova nei libri, nella passione per la lettura che lo proietta in mondi lontani, in una sotterranea biblioteca del liceo dove viene edotto da Ottavio, poi nella libreria gestita dal Signor Rocca che gli riserva un stanza tutta per lui. Ottavio e Rocca: due persone che nulla hanno a che fare col pallone e proprio per questo sente vicino a sé. Ottavio gli insegna persino un metodo mnemonico che diviene la sua bussola di vita. “Uno: leggere. Due: leggere e ripetere. Tre: leggere e ripetere e leggere. Quattro: ripetere e basta”.

Vanni è un talento innato con la palla. Già minorenne siede sulla panchina di un grade club, tutto gli viene spontaneo e naturale come fare reti in quantità industriale. La convocazione nella Nazionale è l’approdo naturale di questo percorso che arriva persino alla nascita di un club in Africa a lui dedicato, “Vanni Visco Football Club”. Eppure tutto questo non gli basta. “Io non ho nessuno a cui fare l’ultima telefonata della sera, nessuno per la prima telefonata della mattina”.

Fernando Acitelli aveva decantato la solitudine dell’ala destra, Francesco Abate si è spinto sul lato opposto, quella a sinistra.

Voto 8.5/10

 

Filippo Fabbri

Scrivere, scrivere, scrivere. Per lavoro e per passione: sport, wine, food, libri e tanto, tanto altro
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