Sammaurese, Maltoni l’attaccante nato quasi per caso

Pubblicato sul Corriere Romagna, “Lo spirito guerriero dell’indomito Maltoni”

Il suo tabellino è ancora intonso nella voce delle reti fatte. Eppure se c’è un giocatore che ha lasciato il segno nel combattuto pareggio contro la Pistoiese è il centravanti del secondo tempo, quello che sino ad oggi è sempre entrato in campo quando la partita era già iniziata. Il suo nome è Emanuele Maltoni (nella foto di Mauro Penzo), giocatore che dall’alto dell’oltre il metro e novanta non ha avuto paura di sfidare i due centrali toscani, mettendoli continuamente sotto pressione, sfiorando il gol e arrivando persino a propiziare un’espulsione su Davì che solo il fischietto di giornata non ha visto. “Il mister mi ha detto di mettere verve, di tenere la palla per alzare la squadra e lottare in ogni circostanza. È quello che ho fatto arrivando a sfiorare persino la segnatura che per me sarebbe stata la prima in questa stagione”.

Il suo ingresso sicuramente ha lasciato un’impronta importante nel pomeriggio. “Nel primo tempo abbiamo subito un po’ troppo, loro hanno creato tanto e noi siamo stati bravi nel rimanere attaccati al risultato. La ripresa è stata un’altra partita che potevamo addirittura vincere, anche se c’è da dire che loro hanno preso un palo. Non so se il pareggio è il risultato più giusto dico però che ce lo siamo guadagnati sul campo contro una squadra decisamente forte”.

Una Pistoiese che continua a portare fortuna a Maltoni. “Lo scorso campionato al Macrelli ho fatto la rete decisiva, quest’anno l’ho solo sfiorata, ma va bene così, l’importante era non perdere”.

Sul secondo posto della squadra l’attaccante la vede così. “Per tanti può sembrare inaspettato, noi non ci sorprendiamo: sappiamo quanto valiamo e i sacrifici che facciamo in settimana nel duro lavoro iniziato in estate. Sono uno dei pochi reduci dalla stagione scorsa al cospetto di una squadra completamente nuova: quello che è certo è che tutti danno il massimo per questa maglia”.

Curiosa la sua storia, iniziata alla Sammaurese tre anni fa da centrocampista. “È stato Stefano Protti a scoprirmi attaccante. Con lui ho fatto tanta gavetta, imparando i movimenti, con allenamenti anche personalizzati direttamente con il mister. Sono valsi la pena perché il ruolo mi piace e quando entro in campo do sempre il massimo”.

Filippo Fabbri

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