Serie D girone D: promossi e bocciati

Le pagelle della stagione 2023/24

E così per il secondo anno consecutivo il Girone D ha rispettato le previsioni della vigilia. Due anni fa i pronostici erano tutti per la Giana Erminio (confermati), quest’anno per il Carpi che ha vinto. L’unica differenza tra le due annate sta nella Pistoiese: nel campionato 2022/23 si è giocata la chance sino all’ultimo, quest’anno proprio nel finale ha palesemente falsato la stagione. La differenza non è da poco.

Ciò non toglie i meriti del Carpi, per rimanere a quest’anno. La serie C se l’è guadagnata soprattutto grazie a una grande seconda parte di campionato. Dopo la sconfitta a Prato a inizio gennaio non si è più fermato, facendo più punti di tutti in casa (39) e in trasferta (29), con una media di 2 reti a partita. Voto 9.

Un 9 che va anche al Ravenna. In pochi allo start mettevano i ragazzi di Gadda nel lotto delle pretendenti e invece grazie a una difesa granitica (solo 13 reti subite) ha tenuto il comando per buona parte dell’annata. Fatale la doppia sconfitta in venti giorni al Benelli con Fanfulla e Lentigione che ha portato al sorpasso del Carpi, così come i 2 punti lasciati per strada nella querelle Pistoiese. Per la cronaca il Ravenna ha mancato la vetta finale solo per 2 punti. La vittoria dei playoff sul Corticella è un brodino che allevia poco.

Il Corticella, eccolo di nuovo. Squadra pazza quella di Miramari, non conosce le mezze misure: o vince (18 volte) o perde (11). Il pareggio è quasi uno sconosciuto (solo 3). Se lo scorso campionato era stata la rivelazione vincendo persino i playoff oggi la possiamo annoverare tra le conferme. Voto 8.5.

Anche perché il titolo di “rivelazione” se lo aggiudica per distacco il Victor San Marino (voto 9). Non capita tutti i giorni di vedere una neopromossa terminare al quarto posto. Un po’ le questioni societarie, un po’ la stanchezza a fine marzo che ha rallentato il cammino (Progresso, Sammaurese, Certaldo, Forlì), resta un campionato da applausi per mister Cassani.

Più controverso il giudizio sul Forlì (voto 6). Partito malissimo, è stato protagonista di insperati recuperi (8 risultati utili a cavallo tra i due anni) e imprevisti capitomboli (sconfitte in casa con Sangiuliano e Corticella). Il mancato traguardo dei playoff è dovuto al ballerino finale di stagione (zero punti con Lentigione, Ravenna e Carpi) e la vicenda Pistoiese che l’ha privata di ben 6 punti. Insieme al Ravenna è stata la più penalizzata.

In terra toscana ci sono due squadre che alla vigilia promettono fuoco e fiamme, per ritrovarsi con un cerino che non brucia neppure un pezzo di carta. Prato e Aglianese (voto 5) da anni sono così: puntualmente costruiscono squadre con ambizioni, puntualmente esonerano allenatori e finiscono al centro della classifica. Non sfugge a questo destino anche il Sant’Angelo il cui ingaggio di bomber Gobbi (13 reti) vale metà della rosa della Sammaurese. Anche qui ambizioni ampiamente frustrate per un sacrosanto 4.5.

Diverso il discorso dell’Imolese (voto 6.5). Tornata in D dopo anni di professionismo, D’Amore ha saputo plasmare il mix tra giovani ed esperienza facendo navigare la squadra in tranquille acque con anche prestigiosi scalpi come il pareggio al Carpi nella penultima di campionato.

Destini diversi invece in terra bolognese. Partiamo dal Mezzolara che torna in Eccellenza dopo 20 anni in D. L’ultimo posto in classifica rispecchia una stagione mai decollata (voto 4.5). Ha dell’incredibile invece la salvezza del Progresso (voto 8.5), compagine che a inizio settembre non sapeva quale campionato disputare. I 20 punti conquistati nel ritorno hanno portato a una salvezza da incorniciare.

Infine la Sammaurese alla nona salvezza di fila senza playout. Mister Taccola nel finale si è ritrovato con 14 giocatori a disposizione quasi tutti under 2000. Portare a casa la categoria in condizioni simili è stato un capolavoro che vale un meritato 8.5.

Filippo Fabbri

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