Serie D girone D: promossi e bocciati

Il bilancio del girone di andata stagione 2022/2023

Il giro di boa è sempre foriero di bilanci. Perché se è vero che il titolo di campione d’inverno non dice molto, è altrettanto vero che qualche indicazione la dà, soprattutto in relazione alle aspettative di inizio settembre quando si è tutti più bravi prima di scendere in campo. E allora avventuriamoci in questo rendiconto di metà campionato del Girone D.

Regina: Giana Erminio
Ci ha messo un po’ a ingranare, quando l’ha fatto non c’è stata storia. È sempre stata al vertice del tabellone sin dalla prima giornata, solo che all’inizio il suo vantaggio era risicato, di pochi punti, davanti a squadre che si alternavano: Aglianese, Carpi, Forlì, Pistoiese. Adesso la sua forza è abissale (+11 punti) su Forlì e Pistoiese. D’altronde se perdi una sola gara su 19 il messaggio è chiaro. Salvo suicidi dell’ultima ora, vince il campionato a man bassa.

Lunatiche: Forlì e Carpi
Rispetto alla stagione scorsa sono ampiamente a credito (+12 punti Forlì, +6 Carpi). Eppure qualcosa non torna. Prendiamo gli emiliani: sono stati gli unici a battere la Giana (2-0 netto) e quindi bravi. Il pareggio col fanalino Salsomaggiore e le tre sconfitte di fila nel finale di andata (Ravenna, Riccione, Corticella) dicono però che non è di sana e robusta costituzione. La panchina di Massimo Bagatti è saltata, è arrivato Matteo Contini: riuscirà a rimettere in salute l’ambiente?

Leggermente diverso il discorso del Forlì. Confesso che a San Mauro è stata la squadra che mi ha impressionato di più per gioco. Il suo problema è la costanza. Se hai ambizioni alte non puoi perdere in casa con Corticella e Crema. Non a caso delle prime cinque è quella che ha più sconfitte sul groppone (6). Urge continuità.

Diesel: Pistoiese
Ha giocato due campionati: pC e dC. In sostanza prima di Cascione (pareggite acuta) e dopo di lui. L’arrivo di Luigi Consonni ha messo il turbo a questa squadra che ha perso solo due partite: la controversa col Forlì che è costata la panchina a Cascione, e contro la Sammaurese. Il divario dalla capolista Giana è consistente per un recupero, ma i toscani difficilmente molleranno l’osso.

Sorprese: Corticella e Fanfulla
Il Corticella è una neopromossa terribile. Se giocasse lontano dal suo campo sarebbe addirittura al vertice (18 punti come Giana). È una squadra senza mezze misure (solo 1 pareggio). Ha sbancato campi come Forlì, Carpi, Fanfulla e Ravenna. Altre parole sono vane.
Per il Fanfulla parla un dato emblematico. Lo scorso anno di questi tempi era terzultimo con 18 punti. Questa stagione è quinta con 30, 12 punti in più. Salto notevole.

Conferme: Sammaurese
Più che una sorpresa è una conferma. Otto anni in questa categoria non sono casuali. Quest’anno è cambiato il tecnico, Marco Martini, arrivato una settimana prima dell’inizio, identica è la filosofia della squadra con una rosa infarcita di giovani e un gioco con una identità. I giallorossi hanno battuto Aglianese, Pistoiese e Carpi e fatto punti col Forlì. Manca la consacrazione per la sconfitta a Lentigione e il pareggio a Salsomaggiore. Comunque +2 rispetto all’anno scorso.

Delusioni: Lentigione Ravenna e Correggese
Lo scorso anno erano rispettivamente seconda, terza e sesta. A inizio stagione l’obiettivo era la parte sinistra del tabellone e invece l’inizio è stato da film di Dario Argento.

Per il Lentigione i numeri sono impietosi: -22 punti, un anno fa era a 3 punti dalla capolista Rimini. Oggi è in piena bagarre playout e per fortuna nell’ultimo periodo si è ripresa sennò sarebbe nebbia fitta.

Male anche la Correggese (-11), quart’ultima in classifica, mai fuori dalla zona calda. Anche per i reggiani comunque il ritmo è cambiato e la ripresa è all’orizzonte.

In parte diverso il discorso del Ravenna. Se paragonato al campionato scorso il pessimismo è d’obbligo (-13 punti e -18 gol fatti), tuttavia la classifica non è preoccupante come le due squadre sopraccitate. In panchina adesso c’è Gadda, e la svolta è già impressa. Urge un cambio di rotta al Benelli dove ha conquistato solo 10 dei 27 punti complessivi che ha.

Vorrei ma non riesco: United Riccione
Ha speso in lungo e in largo con l’obiettivo dichiarato di volere salire subito di categoria. Piuttosto ambizioso per una matricola. Per ora la promessa non è stata mantenuta e la classifica la vede a metà del guado (5 punti) tra zona playout e playoff. Resta da capire se guarderà verso l’alto o verso il basso. In attesa di individuare la direzione, continua a investire sul mercato…

Filippo Fabbri

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