Toglietemi tutto, non l’ortofrutta

“Le famiglie risparmieranno sulla carne ma non tagliano frutta e verdura”, Corriere Romagna 28 gennaio 2023

Toglietemi tutto ma non frutta e verdura. Così, se volessimo racchiudere in uno slogan, può essere riassunta l’indagine presentata da SgMarketing su mille responsabili acquisto della spesa di casa rappresentativi della popolazione nazionale, presentata da Salvo Garipoli a Marca Fresh in fiera a Bologna. Perché se c’è una tipologia di prodotti che gli intervistati hanno detto di non volere fare a meno in periodo di crisi e inflazione è proprio l’ortofrutta. Se infatti c’è un 22% che ha dichiarato che non risparmierà sulle spese, all’opposto c’è un preoccupante 79% che le ridurrà. E le categorie più colpite sono per il 73% ristoranti, bar e hotel, 55% abbigliamento e calzature, 52% tempo libero e cultura, 50% articoli per la casa, 23% trasporti e in ultimo al 12% i generi alimentari. Di questi ultimi in particolare solo il 17% risparmierà su frutta e verdura. Quindi, quattro consumatori su cinque non sacrificheranno i prodotti salutari della terra.

A frutta e verdura non si rinuncia
A conferma di questo c’è la propensione al consumo futuro che vedrà frutta e verdura crescere del +36%, così come legumi (+33%) e frutta secca (+8%), al contrario di carne suina (-26%), bovina (-30%) e salumi (-37%), tutte penalizzate con segni meno in doppia cifra. Le chiavi che determinano la scelta vedono prezzo (54%) e stagionalità (52%) a primeggiare, seguiti dall’origine italiana (43%) e caratteristiche estetiche del prodotto (41%). Stupisce invece il poco interesse per sostenibilità della coltivazione (15%) e packaging (13%) due fattori di cui tanto si parla e che invece pare abbiamo minore appeal nel determinare le scelte.

Dove si compra frutta e verdura
Il canale prediletto di vendita rimane la grande distribuzione (iper e supermercato) che assorbe due prodotti su tre (65%). La motivazione principale di questa scelta rimane il fatto di “trovare tutto quello che mis serve”, così nelle risposte. Resiste il canale tradizionale di fruttivendoli, mercati e ambulanti che copre una quota del 23%, prediletti dai consumatori nell’offrire “frutta e verdura che cerco”. Al terzo posto i discount (10%), scelti per i prezzi più bassi. Ma attenzione, anche i discount stanno cambiando pelle tanto da proporre prodotti premium per offrire una maggiore varietà di scelta ai consumatori. Infine, l’on line, utilizzato dal 7% come integrazione della spesa fisica, che incomincia a diventare un canale di assoluto interesse tanto da incrementare anno dopo anno le proprie quote di penetrazione sul consumatore.

 

Filippo Fabbri

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